Perché sì
- Peso e dimensioni
È decisamente più leggero e sottile del precedente modello 4S: 114 grammi contro 140, 7,6 millimetri di spessore contro 9,3. Le differenze si vedono e si sentono anche al primo contatto con il nuovo modello. La forma, più lunga e sfilata, tipo un telecomando, non pregiudica l’ergonomia: si impugna sempre facilmente nonostante sia più lungo di quasi 1 centimetro.
- Display
Anche Apple ha deciso di allargare lo schermo del suo iPhone, fermo a 3,5 pollici dalla prima versione. Ora è da 4 pollici e con risoluzione superiore: 640 x 1136 pixel (contro i precedenti 640 x 960). Migliorata anche la qualità: ha un miglior contrasto e riflette meno la luce solare quando si usa l’apparechio all’aperto.
- Siri al meglio
L’assistente personale che ci ascolta e risponde è disponibile anche su iPhone 4S, se aggiornato al sistema operativo iOs 6. Ma il 5 utilizza tre microfoni (uno frontale, uno sul retro e uno sotto) e una particolare tecnologia che migliora il riconoscimento della voce. Così Siri capisce meglio quello che le diciamo.
- Connettività
iPhone 5 è già pronto per le reti di quarta generazione (Lte), in arrivo da noi tra fine anno e inizio 2013: si navigherà fino a (teorici) 100 Megabit al secondo. Nel frattempo si può beneficiare della massima velocità possibile su reti 3G, in modalità Hspa+ Dual Carrier (42 Megabit al secondo, contro 14,4 del modello 4S)
- App
Durante il lancio, il presidente di Apple Tim Cook ha annunciato che le applicazioni disponibili sono arrivate a 700 mila (di cui 250 mila anche o solo per iPad). La qualità media delle app resta superiore a quella dei concorrenti. E ci sono chicche come Passbook per gestire col telefono carte d’imbarco o carte fedeltà.
Perché no
- Più delicato
Benché il design - un rettangolo con bordi arrotondati – sia pressoché identico alle precedenti due versioni, i materiali sono stati rivisti. L’effetto è elegante e piacevole al tatto, ma il retro in alluminio (e non più in vetro) rischia di essere facilmente esposto a graffi e danni. Attenti a infilarlo in tasca con le chiavi.
- Mappe
La nuova app per le mappe sviluppata da Apple sostituisce Google Maps e ha fatto piovere molte critiche sull’azienda. In effetti, benché abbia diversi punti di forza (la navigazione vocale, le città in 3D), non ha la ricchezza e la precisione di quella precedente. Per non parlare di concorrenti come Nokia, che nel settore sono molto più avanti.
- Nuovo connettore
Apple ha sostituito il connettore, la porticina sul lato inferiore per la ricarica e per il collegamento al computer. Lo storico “30-pin” è stato sostituito da un modello più piccolo. Non l’ormai standard micro Usb ma un modello proprietario chiamato Lightning. Un guaio per chi ha molti accessori compatibili con i vecchi iPhone. Gli adattatori ci sono ma costano 29 euro l’uno.
- Prezzo
Per mettersi in tasca il nuovo iPhone bisogna scucire almeno 729 euro e si arriva all’esorbitante cifra di 959 euro per il modello con più memoria (64 GB). Gli italiani pagheranno l’iPhone 50 euro più di francesi e tedeschi e 60 più degli spagnoli. Le offerte degli operatori (da 29 euro al mese) possono essere un’alternativa ma vi obbligano a tenere il telefono per almeno 2 anno e mezzo.
- Aggiornamento modesto
Il sito di Wired, vera “bibbia” made in Usa della tecnologia, ha definito il nuovo iPhone “l’aggiornamento più noioso della storia”. In effetti, per chi ha già un iPhone 4 e soprattutto 4S la spinta a passare al nuovo melafonino è davvero debole. Se avete invece un più vecchio 3G o 3GS l’upgrade può avere senso.
Su Vita Digitale trovate i prezzi dell’iPhone sul mercato libero e con le offerte di traffico degli operatori.
Perché non comprarlo
Attenti ai graffi. Diversi acquirenti americani hanno lamentato segni sul retro, soprattutto per il modello di colore nero, addirittura per telefoni nuovi di zecca. Lo stesso Phil Schiller, capo del marketing di Apple, ha ammesso che «qualunque prodotto di alluminio può rigarsi con l’uso. È normale». È normale ma non per Apple, cui si perdona ben poco. Come nel caso della nuova applicazione per le mappe, sviluppata in casa da Cupertino e che ha sostituito Google Maps. Troppe le imprecisioni segnalate dagli utenti. Ma a una prova pratica sulle strade italiane l’allarme può essere almeno ridimensionato. L’app funziona un po’ peggio di Google Maps e decisamente peggio dell’ottimo Nokia Drive (le mappe dei finlandesi) ma senza radicali problemi. A questi due difetti veniali se ne aggiungono altri. Per comprimere le dimensioni, Apple ha rinunciato al suo storico connettore per il nuovo modello Lightning (lampo). Più piccolo ma incompatibile sia con i vecchi accessori (serve un adattore, che Apple non regala ma vende a «soli» 29 euro) sia con lo standard micro-Usb usato dagli altri produttori.
Infine c’è il prezzo. È l’iPhone più caro di sempre: da 729 euro ai 959 del top di gamma. In tempi di crisi e contrazione dei consumi quasi mille euro fanno un po’ impressione. D’altronde non lo prescrive il medico di svenarsi per uno smartphone ma agli italiani viene richiesto uno sforzo ulteriore: 50 euro in più di francesi e tedeschi, 60 euro più degli spagnoli, 70 più degli olandesi. Pesano Iva, tasse locali e Siae. Che però spiegano 10-15 euro e non 50. Il resto è lo spread Paese, inefficienze di trasporti e logistica in testa. E forse l’italica passione per quello che è bello e di moda. Costi quel che costi.
Infine vi linko un video sulle differenze tra iPhone 4s e 5
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